Terzo incontro del gruppo di autostima. Esercizio n°1 : far valere i propri diritti! - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Terzo incontro del gruppo di autostima. Esercizio n°1 : far valere i propri diritti!

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Autostima · 20/4/2015 11:21:34






Io e Lella pedaliamo nel viale lungo il fiume. E’ mercoledì sera e l’aria è tiepida, gli uccelli cinguettano e tutta la natura si prepara alla primavera. Lella è andata al terzo incontro del suo gruppo di autostima. Dopo un po’ ci sediamo su una panchina e inizia a raccontarmi. Mi racconta che Davide, l’architetto gay, ha messo sul tavolo il problema del comportamento di Maria. L’avvocatessa, infatti, interrompe continuamente il lavoro del gruppo per rispondere al cellulare.
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E lei come ha reagito? - le chiedo tirando fuori un succo di pompelmo dal mio zainetto.
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All’inizio molto violentemente - fa lei aprendone uno all'albicocca - ma tutti quanti concordavamo sul fatto che il suo atteggiamento disturbava il lavoro del gruppo, quindi poi abbiamo iniziato ad analizzare il suo modo di fare aggressivo ed accentratore. -
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E dopo? -
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La Mimeritodipiù le ha chiesto di silenziare perlomeno il cellulare. Maria all’inizio diceva che era impossibile. Adduceva un sacco di scuse che non erano altro che un modo per mascherare la sua vulnerabilità. Non si rendeva conto di causare tanto disturbo al lavoro degli altri. A quel punto, noi partecipanti siamo insorti mimando il suo modo di agire, iniziando a rispondere al telefono, a fare confusione, lei prima si è infastidita finché, alla fine, è scoppiata a ridere. Dopo un po' tutti insieme, aiutati dalla dottoressa, siamo giunti a un compromesso: Maria silenzierà il telefono per tutte le due ore di lavoro, però ogni mezz’ora uscirà qualche minuto per rispondere ad eventuali urgenze. Tutto questo lavoro ha preso al gruppo quasi un’ora di tempo. -
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E com'è finita poi? -
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Alla fine la psicologa alla lavagna ha visualizzato con uno schema come è stato affrontato il problema fino alla sua risoluzione. Sottolinea che i problemi si risolvono scendendo a compromessi in cui tutte le parti cedono e acquistano qualcosa per il raggiungimento di un fine comune. Alla fine Maria, quasi in lacrime, ci ha ringraziato tutti. Non aveva mai notato questi aspetti del suo carattere, ne aveva solo una vaga percezione. Ha capito che il suo modo di fare arrogante le ha portato diversi inconvenienti nel lavoro e anche nella vita privata. -






Il compromesso secondo Lucy ma in realtà non è proprio così!


Io e Lella rimontiamo in bicicletta e riprendiamo  la passeggiata. – E’ interessante, insomma, questo gruppo di assertività… - commento.
Si, molto – risponde Lella - sono proprio contenta di partecipare. Devo dirti la verità che in certe cose che ha detto l’avvocatessa mi ci sono un po’ ritrovata anch’io. Anche io a volte sul lavoro sono dispotica e questo modo di comportarmi mi danneggia. Potresti iscriverti anche tu a uno di questi gruppi, sono convinta che ti farebbe bene. -
Resto un po' in silenzio mentre penso che io, invece, ho un modo di fare diametralmente opposto. In casa mia la filosofia era quella di sopportare sempre tutto. Incassare tutte le umiliazioni, le ingiustizie, i colpi bassi senza reagire mai. Ed io sono stata veramente una brava figlia: ho imparato la lezione alla perfezione e tuttora continuo a subire ogni genere di torto.
Dopo un po' dico -
Penso anch’io che mi farebbe bene. Mi spaventa un po’ trovarmi a parlare di cose personali in mezzo a gente che non conosco. -
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Si all’inizio è un po’ imbarazzante, però siamo tutti nella stessa situazione. Ti dirò che si crea una certa solidarietà e questa è una sensazione molto bella.
Ci salutiamo e mi avvio verso casa mia. Penso che forse dovrei cercare di vincere questo timore di affrontare le situazioni nuove. Capisco che è castrante e mi porta spesso a rinunciare a un sacco di cose che potrebbero essere piacevoli. Tutto per la paura di fallire, di non farcela, che mi porto dietro da quando sono piccola.
Quante robe belle mi ha lasciato mia madre! Però è vero anche che non posso dare la colpa di tutti i miei problemi a lei. Sono alla soglia dei quarant’anni diciamo che questo alibi inizia a essere alquanto traballante!
Potrei parlarne a G.
Certe volte quell’uomo mi stupisce per quanto riesce a dissimulare la sua acuta intelligenza!







La madre amorevole!





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