Bologna - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Amica di Lella · 20/6/2016 18:31:25







Uscite dal cinema prima di andare a casa io e Lella andiamo a prenderci un gelato da Modesto, una delle migliori gelaterie del nostro paesetto. Camminiamo gustando la nostra leccornia.
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Mamma che buono questo gelato. Questo fico caramellato alle noci è veramente squisito.- dico leccandomi i bordi delle labbra come fanno i bambini.
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Si hai proprio ragione! Anche questa ricotta con cioccolata e buccia d’arancia candita è squisita! Non so proprio come fa la gente a mangiare quelle schifezze di gelati dei supermercati. Se penso che mi ci abbuffavo, una volta, con quelle porcherie. Mi volevo veramente male. Come dice Moretti nel film Bianca Continuiamo così, facciamoci del male!-







Scoppio a ridere.
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Ma tu non hai continuato così, per fortuna.-
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Già… la Gustalavita mi ha redento.-
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Ti è piaciuto il film?- domando a Lella dopo un po’.
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Si molto. Quell’attore francese Fabrice Luchini mi piace da impazzire! E’ bravissimo secondo me.-
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Anche a me è piaciuto. Non avevo mai visto niente di questo regista prima di stasera, ma l’ho apprezzato molto. A casa voglio documentarmi sui film che ha fatto e guardarne altri.-
Ci dirigiamo verso il corso per fare un giro di vetrine e vedere le nuove proposte di questa estate ormai alle porte. Camminiamo una di fianco all’altra commentando la merce esposta e i prezzi. Un occhio alla vetrina e una chiacchiera.
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Come va il tuo gruppo C.A.S.?- le domando aggredendo a morsi golosi la cialda che è una delle parti che mi piace di più del gelato.
Forse non sono normale?
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Molto bene. Vedo le partecipanti motivate e contente. Finora nessuna ha mai saltato un incontro. La Gustalavita vuole che vada con lei a un congresso a Bologna sui gruppi di Auto Mutuo Aiuto a parlare dei nostri gruppi C.A.S.- risponde Lella leccando di nascosto con la lingua la coppetta del suo gelato. Ma io l’ho vista e le faccio gli occhiacci come per sgridarla.
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Vacci! Devi andarci, devi far conoscere il valore del tuo lavoro sociale. Hai le capacità per farlo… lascerai tutti stupiti per la tua competenza e la tua grinta. In più hai una esperienza personale di paziente guarita che ti rende unica rispetto a tutti gli altri operatori.- dico convinta.
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Ma veramente mi tremano le gambe al solo pensiero…- dice mimando un buffo tremolio.
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Ma va! Non sarà mica il primo congresso in cui fai un intervento…-
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Ah certo, ma finora l’ho sempre fatto in congressi di nefrologia o comunque con problematiche ospedaliere inerenti al mio lavoro di caposala.- dice dubbiosa.
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Scusa- dico guardandola- ma la Gustalavita ti aiuterà… o no? Mica ti manderà alla sprovvista?- Faccio cercando con lo sguardo un cestino per buttare via il tovagliolino di carta con cui mi sono pulita i baffi di cioccolata fondente.
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Certo che mi aiuta. L’intervento l’ha preparato lei. Io ho solo una piccola parte, alla fine. Parlo della mia esperienza di operatrice che guida le dinamiche di gruppo. Diciamo che sono tipo un insegnante di sostegno per il gruppo… Ma lo stesso sono molto agitata al pensiero di fare questa cosa così nuova per me.-
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Dove sarebbe il congresso?- le chiedo mentre lei butta via la sua coppetta perfettamente leccata ed io il mio pezzettino di carta.
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A Bologna.-






- E allora vacci di corsa, è così bella! Cosa dice Pietro di questo congresso?- chiedo salendo in bicicletta.
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Dice che devo andare e parlare. E che farò un figurone.- risponde mentre apre il lucchetto della sua bicicletta.
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Ha proprio ragione. Vacci e portatelo dietro. Ci scappa anche il weekend romantico. Cosa vuoi di più dalla vita?- dico allegramente – Mariù per due o tre giorni può trasferirsi da me. Vedrai che starà benissimo. E G. sarà contento e te la farà ingrassare un bel po’!-
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Quasi quasi mi hai convinto, ti dirò. – mi dice salutandomi con un bacio.









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