La Gustalavita al gruppo C.S.A. - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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La Gustalavita al gruppo C.S.A.

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Dottoressa Gustalavita · 10/3/2016 11:13:49






La Gustalavita




In questi giorni sono alquanto malata e ieri sera sono uscita un po' prima dal gruppo di autostima  perché ero distrutta. La scenetta che dovevamo rappresentare era centrata su come manifestare il proprio dissenso. Non è facile per niente! Mi è capitato, a volte, di trovarmi in mezzo a persone, amiche o colleghi di lavoro, che la pensano tutte allo stesso modo e tu sei l’unica che pensa diverso. Chi non dubiterebbe della propria opinione in questo caso?

Sono a letto che leggo  quando mi telefona Lella. –
Ciao che fai di bello?-
-
Leggo, mi soffio il naso e tossisco.-
-
La tua dolce metà ti ha preparato il brodino?-
Pausa mi soffio il naso e rispondo –
Si, si dai è bravo…-
La sento ridere –
Te credo stai diventando una iena! Cosa leggi?-
-
“I monologhi della vagina” E’ veramente splendido! L’ho preso in biblioteca ma il prima possibile me lo vado a comprare e te lo passo! E tu che fai invece d’interessante?-
Inizia a raccontarmi dell’ultimo incontro C.S.A. Lella aveva invitato la Gustalavita che ha dato un’occhiata ai diari alimentari delle donne presenti. Ha dato dei suggerimenti utili e ha risposto alle domande delle partecipanti in maniera chiara e concisa. Come al suo solito. Adele, una delle più vecchie, ha proposto che la dottoressa diventi un’ospite fissa una volta al mese. Però non tutte concordavano su questo. Ma la Gustalavita ha spiegato che mentre una sua partecipazione occasionale poteva essere d’aiuto, secondo la sua esperienza, un incontro fisso troppo ravvicinato poteva ostacolare l’attività del gruppo. Ha riferito l’esperienza di altre situazioni in cui questa soluzione non aveva dato buoni risultati. Si era venuta a creare una dipendenza verso il professionista e gli incontri in cui non era presente erano diventati pressoché inutili. Per fortuna l’operatrice aveva notato questa dinamica e dopo una revisione di quanto fatto fino a quel momento e con l’accordo di tutte più o meno, era stato deciso di tornare al sistema iniziale. Solo la sua perspicacia aveva impedito che l’iniziativa perdesse di senso andando verso una fine certa. Gli interventi di professionisti, medici, assistenti sociali o altro, sono utilissimi se saltuari perché danno imput su cui poi si può lavorare. Però per esaltare l’efficacia e la potenza dell’auto-aiuto devono restare esterni agli incontri. In questo modo i partecipanti col tempo trovano nuove strategie di cambiamento e, cosa fondamentale, il messaggio che passa è che i frutti vengono solamente dall' impegno comune e non dal professorone di turno.
Sono loro stessi gli artefici del loro destino!








Lella


- Quando ci vediamo noi?- mi domanda alla fine.
-
Non so – rispondo- forse la settimana prossima. Penso che il week-end lo passerò a letto, mi devo riposare. Oltretutto al lavoro è un periodo pesante. Almeno fino alla fine del mese di marzo abbiamo un sacco di cose da organizzare e far partire. Ci arrivano dei clienti stranieri che sono interessati ai nostri nuovi prodotti e io ed altre tre siamo veramente full! Dobbiamo portarli in giro a vedere, organizzare incontri con l’interprete, insomma un casino!-
-
Ok, ok ho capito. In questo periodo ci sentiremo per telefono. Vorrà dire che mi trastullerò di più con Pietro!-
Mi viene una orribile risata con tosse che somiglia più a un abbaiare di cani mentre le ribatto  -
Beh, cara mia, allora ti faccio solo un favore!-
-
Non posso negarlo!-
-
Va a finire che vi sposate…-
-
Ma non dire cagate! Non credo proprio!-
A questo punto inizio una sfliza infinita di starnuti –
Dormi va che straparli, moribonda!- mi dice alla fine Lella ridendo forte.















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