Gruppo cas: Annamaria - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Gruppo cas: Annamaria

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Gruppo cas · 5/6/2016 16:13:23






Annamaria si è seduta vicino a Susanna e adesso dovrebbe essere lei a parlare di sé ma mi guarda e dice – Non so come cominciare.-
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Se vuoi ti faccio qualche domanda…-
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Meglio…-
Inizio con le solite domande: quanti anni ha, se è sposata e cosa si aspetta da questo gruppo. Comincia a parlare a voce bassissima, ma quando glielo faccio notare alza il volume. Racconta di essere stata sposata quindici anni con un uomo che non parlava quasi mai. Si è rassegnata a non avere bambini perché lui diceva di non volerne. Quando però, un anno dopo la separazione, lui ha avuto un figlio da un'altra si è sentita profondamente tradita, ha cominciato a darsi tutte le colpe. Ha passato dei periodi in cui il cibo era l’unica consolazione e piano piano è scivolata in una depressione da cui sta uscendo con fatica. Viene al gruppo perché vuol perdere peso e ha bisogno di nuove amicizie. Quando smette di parlare ha gli occhi lucidi, sta per piangere.
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Per favore non farlo – dice Susanna- non metterti a piangere Annamaria, se no iniziamo tutte. Siamo qui per aiutarti ed aiutarci. Non piangere… abbiamo tutte i nostri scheletroni nell’armadio!
Annamaria sorride e anche le altre ridono. Grazie Susanna, penso dentro di me. Chiedo a tutte com’è andata la settimana, le loro risposte mi tirano su il morale perché le vedo più ottimiste dell’ultima volta.
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Io devo dire una cosa che mi sembra importante – mi interrompe Milena – Sono calata…mezzo chilo, non è tanto però…
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Bene Milena, benissimo!- dico.
Anche le altre prendono la notizia con gioia, è segno che il lavoro comincia a dare i suoi frutti. Stanno tutte abituandosi ad usare lo schema dei quattro gruppi (pareti, tetto, chiave e lucchetto, fuoco,
rif. semplice schema alimentare, in cosa mangiamo) e i familiari brontolano meno.
A questo punto domando rivolta a tutte -
E con l’attività fisica come va?-
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Maluccio… - fanno in coro. Ne esce un quadro piuttosto deprimente da quello che dicono. Sono tutte estremamente sedentarie e soprattutto trovano mille scuse e giustificazioni alla loro pigrizia.
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Così non va mica bene, ragazze mie.-
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A proposito di questo posso dire una cosa? – domanda Annamaria.
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Forza…-
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Qualche mese fa volevo iscrivermi in una palestra e sono andata a chiedere informazioni in quella di via Torino. Mentre aspettavo di parlare con la segretaria è arrivata una tizia. Mi ha guardato sdegnata poi ha dettoGuardi che qui non si dimagrisce mica…- Mi ha fatto stare così male che sono uscita con una scusa e non ci sono più tornata!-
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Annamaria il mondo è pieno di idioti…non possiamo farci bloccare dagli stronzi.
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Io mi sarei seppellita!- dice Rosita. Tutte si sarebbero seppellite, anche io una volta. A quel punto tiro fuori la fotografia mia che avevo promesso di portare.






Quando gliela mostro restano di sasso. Qualcuna non mi riconosce proprio.
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Non vi sembro io? Eppure fino a tre anni fa ero così. -
Guenda dice osservando la foto –
Dai, di la verità… hai fatto anche qualche intervento plastico…-
Mi indigno a queste parole –
Non sono qui per prendervi in giro ma per insegnarvi a volevi bene. E poi dimentichi che io sono caposala, conosco bene i rischi che comporta un intervento chirurgico.
Guenda abbassa lo sguardo e tace. Sono tutte stupite dalla mia reazione, ho parlato con una certa rabbia nella voce. E’ stato più forte di me.

All’uscita Guenda mi prende da parte –
Scusa se ho detto così prima. Non avrei dovuto… Ma non è che non ho fiducia in te e nelle altre. Un po’ è il mio ambiente di lavoro. Da noi quasi tutte hanno fatto il ritocchino alle labbra, il botulino, la liposuzione. E come ti guardano quando dici che quelle cose non ti piacciono! Ti chiedo umilmente scusa.-
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Lo so è un mondo che gira così. Ma io penso che il dubbio fosse venuto anche alle altre, ma nessuna ha avuto il coraggio di manifestarlo apertamente. Credo sia un bene che sia venuto fuori. Comunque non preoccuparti nessun problema, Guenda.
Prima di uscire chiudo la luce, la porta. Salgo in auto pensando a quanta fatica mi aspetta. Ma poi penso a quante soddisfazioni mi darà questo lavoro e a Pietro che stasera dorme con me!











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