La grande litigata! - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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La grande litigata!

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Amica di Lella · 29/8/2016 16:03:24


COMUNICATO:

I RACCONTI DI LELLA SI FERMERANNO COL TRENTA DI AGOSTO E RIPRENDERANNO COME AL SOLITO DAL 10 DI NOVEMBRE. NEL FRATTEMPO PERO' POTRETE REGOLARMENTE AGGIORNARVI SU QUELLO CHE SUCCEDE NEL GRUPPO CIBO AUTOSTIMA SERENITA' IL 5 E IL 25 DI OGNI MESE, COME DI CONSUETO.







- Non riesco a capire perché si comporti così!- dico con Lella, mentre siamo sedute nel salottino dell’albergo dove dormo da quattro giorni.
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Fino a quando vuoi restare qui?- mi domanda lei con un’espressione tra l’arrabbiato e il divertito – Sei una forza della natura! Mi fai troppo ridere!-
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Non so sinceramente. Per adesso ho la stanza fino a sabato. Cosa ha detto Pietro della mia vacanza volontaria?- cerco di mantenere un certo contegno (un po’ sul tragico) ma scappa da ridere anche a me.
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Cosa vuoi che abbia detto… prima si è messo a ridere poi ha detto che sei matta.-
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Politically correct insomma…- dico con una smorfia.
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Ma spiegami bene come è nata questa mega litigata? Al telefono eri ancora troppo agitata e hai fatto un resoconto abbastanza incasinato.-
Scoppio a ridere –
Ci credo non riuscivo neanche a parlare dal nervoso!-
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E poi toglimi una curiosità… perché proprio questa pensioncina così ordinaria che, diciamo la sincera verità, non è davvero un gran ché? Il caffè non è male, ammetto però – appoggia la tazzina sul tavolino di vetro e accavalla le gambe – Un tavolino così ce l’aveva anche mia zia Gigetta, ma il suo era più bello.-  
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Addirittura! – e stavolta rido proprio di gusto perché la zia Gigetta era famosa per la casa sporca, sciatta e disordinata ed essere in tema col contesto.- Comunque, insomma… non volevo spendere troppo, sono gentili, non fanno troppe domande. In più la maggior parte delle camere dà sul retro, quindi sono silenziose e c’è un bel parcheggio. Ah e poi non è lontano dal mio ufficio. Ti bastano come motivi?
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Ah si si. Ma potevo ospitarti anch’io, sai. L’avrei fatto volentieri.– dice sorridendo.
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Lo so, ma non volevo coinvolgerti troppo nelle nostre storie.-
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Forse hai ragione. Dai …racconta.- mi incita Lella.
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Beh, sabato scorso io e G. avevamo programmato di andare a vedere la personale che fa quel mio collega che dipinge in quel bel paesetto in collina che mi piace tanto, vicino a Mantova. E’ vero che G. quel tipo lì non lo digerisce tanto, secondo me è geloso, però mi pareva tranquillo. Comunque la sera prima, venerdì, riceve un sms e poi sta un secolo al telefono. – mi interrompo per un attimo per osservare Lella, pende dalle mie labbra, è buffa- Dopo di ché mi dice che gli dispiace tanto e bla bla bla. Insomma si è inventato che l’aveva chiamato la moglie di suo cugino, quello molto malato sotto chemio, che gli ha chiesto se per favore sabato pomeriggio andava a trovarlo perché era peggiorato…eccetera eccetera.- Mentre parlo sento ritornarmi tutta la rabbia. Evidentemente è ancora tutta lì!
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Allora?-
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Ovviamente abbiamo rimandato la mostra. Ma io ero serena, pazienza faccio un giro per negozi, ho pensato. E così ho fatto. Ma alla cassa del supermercato di via Mattei trovo la moglie di Romeo Bianchi che mi diceCosa dici i nostri uomini ci porteranno a casa qualcosa da friggere?- Ho fatto finta di niente, abbiamo chiacchierato qualche minuto e poi ci siamo salutate. Sono tornata a casa piuttosto inferocita ma controllata. Sono andata di filato nel garage: l’attrezzatura da pesca non c’era. Allora, guarda, mi sono scatenata! Insomma, per farla breve, è arrivato a casa che avevo già le valige pronte e le chiavi della macchina in mano.-






La mia amica sorride – Che faccia ha fatto quando ti ha visto con le valige?-
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Di merda!-
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Come siete rimasti adesso? Scusa e per mangiare come fai? - mi domanda preoccupata.
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Beh a mezzogiorno, come al solito, mangio nel bar vicino all’ufficio e la sera faccio una bella dieta disintossicante a base di yogurt e frutta.- dico con tono rassegnato.
Lella con faccia di circostanza commenta –
Mi fai un po’ pena…E se stasera facessi uno strappo alla tua dieta e venissi da noi a mangiare?-
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Accetto di volata! La terza sera consecutiva comincia a essere un po’ troppo monotona questa dieta.- Mi alzo, dico alla reception di mettere sul mio conto le consumazioni e usciamo.

A casa di fronte a un bel piatto di spaghetti fumanti faccio un resoconto veloce della faccenda a Pietro. Ascolta in silenzio poi chiede –
E adesso come siete rimasti?-
-
Uscendo gli ho detto che almeno fino a sabato mi deve lasciare in pace. Ha provato un paio di volte a chiamarmi ma non ho risposto allora ha smesso. Attualmente è dall’altro ieri che non lo sento. E sto benissimo!- dico soddisfatta. Lella e Pietro si guardano, non commentano. Forse non condividono del tutto quello che sto facendo ma io invece sto bene. Ne ho le balle proprio piene di certi modi di fare del mio marito e mi sento completamente in diritto di decidere quello che mi pare e piace della mia vita! Non sono io a raccontare le bugie. Io non gli mai raccontato una cosa per un’altra.
Lui è in torto e io, invece, ho ragione!

E basta col buonismo adesso è venuto il momento del cattivismo!








Malefica

Brrrrrr che paura!



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