Il vecchio moroso - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Il vecchio moroso

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in I fidanzati di Lella · 15/10/2014 12:19:47

         




Io e Lella, oggi pomeriggio, ci siamo date appuntamento qui da Sansone, il nostro parrucchiere. Mentre aspetto scelgo un giornale femminile tra i tanti a disposizione e mi siedo a leggere. Né io, né Lella amiamo questo tipo di letture, ma dal coiffeur tutto è permesso! Guardo la Julia Roberts che, in copertina, sfodera i suoi sessantaquattro denti e penso "che bocca larga!"  



Sfoglio distrattamente la rivista, guardo le pubblicità. Leggo l’oroscopo di cui sia io che Lella siamo un po’ maniache. Comincio a leggere la rubrica “LA PAROLA ALLA GINECOLOGA”. C’è una lettera molto interessante. Una quindicenne chiede se è possibile avere un certificato di verginità. Il moroso è molto geloso e vuole avere la sicurezza di essere il primo! Ovviamente una richiesta del genere non sta né in cielo, né in terra. La dottoressa espone il concetto con parole adeguate. Poi continua parlando del valore della verginità nella società di oggi. Molto garbatamente fa capire che davanti a una simile richiesta la cosa più sensata da fare è darsela a gambe.
Un uomo così è meglio perderlo che trovarlo!
Mostro la rivista con la lettera a Lella e dico -
Cosa mi dici di questa?-
Legge e dice -
La ginecologa le ha dato una buona risposta. Speriamo sia un caso isolato!-
-
Speriamo!- rispondo io sempre un po’ meno ottimista di Lella.




                             




Usciamo e ci infiliamo dritte nel bar di fronte. Abbiamo tempo! G questa sera va giocare a tennis e torna tardi e Lella è totalmente padrona della sua vita. Inizio a raccontarle di quello che ho appena letto nella  rivista femminile.
-
Siamo prese proprio bene, noi donne! Un po’ mi ha fatto pena quella ragazzina. Però mi fa anche rabbrividire l’idea che oggi giorno siamo ancora lì a battere sullo stesso chiodo di mia nonna o addirittura della mia bisnonna!-
-
Ma dai, a quindici anni ha tutta la vita per capirlo. Io sono messa molto peggio!-
Lei capisce dal mio sguardo che non ho afferrato il concetto e prosegue il racconto. -
Qualche settimana fa ho incontrato Fabrizio. Te lo ricordi?-
-
Eh... se me lo ricordo  – faccio io – come potrei dimenticarmi uno stronzo del genere? Non è quello sparito nel nulla da un giorno all’altro?-
-
Proprio lui!-
Comincio a diventare curiosa -
E allora?-
-
Comincia a dire che sono molto cambiata, a farmi un sacco di complimenti. Come stai bene! Ma quanto sei cambiata! e tutte stronzate di questo genere.-
-
Beh – dico, bevendo il mio succo di mirtillo – sei adulta non ti farai mica impressionare dalle cazzate che dice un cretino così?-
Lella, tranquilla, risponde che, infatti, non ci ha badato più di tanto. Ma qualche sera fa lui l’ha chiamata. E lì, invece, con quella telefonata è andata in crisi. Ha perso un po’ la trebisonda e questa settimana col mangiare ha fatto un casino.
-
E la Gustalavita cos’ha detto?-
-
Niente - dice pulendosi i baffi di cappuccino con  le dita  - mi ha pesato e ho recuperato due chili questa settimana. Dice che le ricadute sono normali, fanno parte del percorso.-
-
Fenomemale questa donna!- esclamo.
Lella, completando la pulizia baffi, prosegue -
Mi ha consigliato  di leggere un libro Scendi dal pero. Non gli piaci abbastanza.-
-
Ho visto il film – dico – carino ma, niente di eccezionale. Il libro è bello?-
-
Direi abbastanza istruttivo.-
Si alza, comincia a infilarsi il cappotto. -
Offro io stasera però solo se mi prometti di non pensare più a quell’idiota di Fabrizio!-
-
Promesso!-
-
Bene, allora lascio anche la mancia al cameriere!- Lella ride, quanto è bella quando ride!




                              




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