Dolcificante e gelato - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Dolcificante e gelato

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Lella · 30/9/2014 18:38:51

        




Sono qua con Lella a comprare il caffè. E’ noiosa, direi un po’ maniaca, per questa cosa. Insomma, le piace buono. Viene sempre qui a comprarlo, in questo bar un po’ fighetto. Lo acquista anche in grani ogni tanto e se lo macina da sola. Dice che è più profumato. Però, per questioni di tempo, è un piacere che si concede solo la domenica. A me sembra una fissa come un’altra. Totalmente innocua, devo dire, però.
Mentre stiamo uscendo mi da di gomito dicendomi piano -
Guarda quelle due ragazze che mangiano il cornetto, al banco…-
Molto discretamente, mi volto per guardarle. Sono giovani, sotto i trent’anni, abbastanza carine. Mi sembrano come tante altre, non particolarmente degne di nota. Si mangiano un cornetto confezionato chiacchierando tra loro. Deduco, dalle tazzine vuote sul bancone di fronte a loro, che hanno bevuto entrambe un caffè.
Camminando verso il parcheggio le chiedo incuriosita -
Avevano qualcosa di speciale quelle due, secondo te, Lella?-
-
No, purtroppo.-
La guardo in modo interrogativo, non capisco.
Finalmente in macchina, mentre mi riaccompagna a casa mi spiega -
Hanno preso prima due caffè.-
-
Si ho visto. – la interrompo - la barista non aveva ancora lavato le tazzine. Erano ancora sul bancone davanti a loro.-
-
Si ma il bello viene adesso. Hanno messo il dolcificante nel caffè. E fin qui, è una cazzata, ma tanta gente lo fa, però dopo si sono prese dal frigo i gelati!-
-
Non ha nessuna logica un comportamento così!- ammetto io, scoppiando a ridere.




                          




-A parte che i dolcificanti, la Gustalavita dice che sono inutili e usati troppo anche dannosi… -  
-
Si - faccio - ma perché evitare lo zucchero per mangiare il gelato dopo? Oltretutto quelle due erano perfettamente normali di corporatura, non avevano proprio bisogno del dolcificante.-
-
Purtroppo una logica perversa ce l’ha questo modo di fare. Anch’io ragionavo così prima.-
Io la guardo un po’ sconvolta -Davvero? Mi deludi!- dico sorridendo.
Lei continua, cercando le chiavi di casa, -
Usi il dolcificante, evitando le calorie della bustina di zucchero, per, poi, poterti permettere il gelato. E’ questo il pensiero che sta dietro a questo modo di agire.-




            




-Ma detta così sembrerebbe giusta.- dico.
-
E’ tutto sbagliato invece, cara mia!- mi risponde lei con veemenza.
Appoggia i sacchetti delle compere sul tavolo e parlando piano, con pazienza, come una brava maestra, comincia a spiegarmi.
-
Questi ragionamenti sono completamente sbagliati e molto deleteri, oltre che inutili. Il tuo corpo sa benissimo quanto devi mangiare, non serve che pianifichi l’introduzione di cibo in questo modo. Se mangi un gelato perché ti fa voglia l’organismo poi ti manda segnali di fame più deboli. Se hai un buon rapporto col cibo e con il tuo stomaco i ragionamenti sono superflui. Sarebbe come pianificare quanto devi cagare, che senso ha?-
Mi metto a ridere, forse non è il caso, ma è troppo simpatica certe volte.
-
E poi sai quanto tempo - continua Lella- quante ore del giorno ti occupano la mente queste stronzate? Io, prima, quasi tutto il giorno ci filavo dietro a decidere cosa mangiare. Mangio solo questo perché poi più tardi, forse, mangio quell’altro. Chi non ha provato non può capire! E’ un’ ossessione, c’è poco da fare. Non mi accorgevo più del sole, degli uccelli, dei bambini che giocavano e ridevano. Ero così presa in questa spirale che avevo anche smesso di sorridere. E’ come una morsa micidiale!-




           




Sono impressionata da quanto mi racconta, non pensavo fosse presa così male - Oltretutto invece di calare aumentavi di peso! -
-
Proprio così, pensa che vita schifosa facevo senza rendermene conto. Ma adesso mi sento veramente diversa, aperta alla vita, alle novità. Purtroppo, però, ho perso molti anni perdendomi in questi ragionamenti, ma posso ancora recuperare!-
- Certo hai tutta la vita davanti! - lo dico veramente convinta, non così per dire.
Tutti ci siamo accorti che Lella è diversa, adesso.
Anche G. il che è tutto dire!




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