Arriva il caldo! - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Arriva il caldo!

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Lella · 28/6/2014 20:21:01



                                                      


Ci incontriamo al parco vicino a casa mia. Lella arriva camminando di gran carriera, sorride. E’ bella. -Ciao come va?- mi dice sbuffando un po’. -Bene. Sono stata da mia suocera, poveretta è una buona donna. Ma che piaga che è!- la guardo e le dico. -Sei sudata fradicia!- - Si, e sto morendo di sete! Andiamo a prendere qualcosa al baretto dei salutisti? - - Si, dai è tanto che non ci vado.- Prendiamo due centrifughe e andiamo a sederci per terra, all’ombra di una vecchia quercia. -Un po’ care queste centrifughe, ma sono veramente buone.- commento -Un po’ ci marciano, però sono seri nel loro lavoro.- Dopo un po’ di silenzio le dico -Ti vedo molto bene, di buon umore.- - E’ un buon periodo.- Siamo appoggiate con la schiena al grande albero in totale relax, Lella è seduta di fianco a me, alla mia sinistra. Guardandola bene mi accorgo che ha cambiato il colore dei capelli e li ha tagliati. E’ un po’ diversa, vagamente più seducente. Sento che sta bene e sono contenta per lei.
Ho voglia di chiederle come va il lavoro con la sua dottoressa, ma non ce n’è bisogno perché Lella, da sola, comincia a raccontare. -
Sai – mi dice - questa settimana non sono calata quasi niente.- -Come mai?- - Ho fatto una cena col reparto e poi una con delle colleghe caposale. Ma sai cosa ti dico? Non me ne frega un cazzo! Una volta ci avrei fatto una malattia!- Cambio posizione per poterla guardare in faccia e mi siedo di fronte a lei a gambe incrociate -La Gustalavita ti ha sgridato per questi strappi alla regola?- -Non hai capito il concetto, con lei non esiste la regola. Cioè esiste ma è una regola che decido io. E poi bisogna anche vivere, no?- - Oh finalmente ti sento fare dei discorsi sensati. Ti dirò in certi momenti con questa ossessione del peso mi sembravi in galera.- - Adesso capisco che lo ero, purtroppo.- dice con una punta di tristezza. -Hai cambiato colore di capelli?- le domando per cambiare discorso -Si e li ho anche tagliati. Che ne dici?- dice, scuotendo la testa in modo civettuolo -Stai benissimo!- - Si, anche io mi piaccio. Avevo voglia di cambiare.-




                                              


-Adesso ti manca solo un bel moroso e sei a posto!- - Per carità! Ogni volta che mi metto con un uomo, lievito.- ride di gusto e anche io rido. -No, a parte gli scherzi, davvero in questo momento non ho voglia di pensare agli uomini. Questo lavoro che sto facendo, sento che mi fa bene, ma è molto impegnativo.- - Ma in totale quanto sei calata?- - Non molto, quattro  chili, in due mesi. Una volta, fino a qualche mese fa, mi sarei uccisa per un risultato così. Ma sento che stavolta è diverso. Sono più determinata e sento che ho veramente cambiato il mio modo di pensare al cibo. Intanto non salto più i pasti e  faccio sempre colazione. Mangio più frutta e verdura. La cioccolata in casa non la tengo più, ma se ho voglia di mangiarne un po’ mi compro quelle confezioni di Pochet Coffee da tre, ne mangio uno e gli altri li butto via.- Io la guardo stupita - Li butti via? Ma sei pazza? Così buoni che sono!- -Andrò all’inferno, cosa devo dirti. Ti sembrerà una cazzata, ma questa per me è una grande conquista. In casa mia mi avevano così rotto le scatole con ‘sta storia che il mangiare non si può buttar via e si doveva mangiare sempre tutto che mangiavo anche la roba andata a male. Se buttavo via qualcosa, anche un mezzo limone marcio, mi venivano i sensi di colpa. Ti dirò, questa era una di quelle cose che mi spingeva a mangiare più di altre. Anche se una cosa non mi piaceva o non avevo più fame dovevo finirla lo stesso. Adesso invece rispetto di più il mio stomaco e me ne frego. E se andrò all’inferno per due cioccolatini buttati nel bidone, pazienza.>> -Si e brucerai nelle fiamme dell’inferno per sempre, nei secoli dei secoli. Amen!- -Quanto sei cretina!- dice Lella dandomi uno spintone, col vento che le scompiglia i capelli.


Non la vedevo così da quanti anni?



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2 commenti
Voto medio: 4.5/5
mario
2014-07-09 23:33:54
Ecco, io questo complesso di dover finire quello che ho sul piatto, comunque, ce l'ho da sempre, o meglio, da quando ho cominciato a ragionare con la mia testa. E siccome, questa cosa, non è poi così giusta, forse stavo meglio quando non ragionavo _:) :)
Giorgio
2015-05-26 18:42:42
Il dover finire quello che abbiamo sul piatto non è sbagliato in se per se, l'importante sarebbe fare porzioni adeguate e mangiare nel modo giusto, Lella lo ha appreso: leeennntaameeennteee.
Tempo fa, quand'era ministro per la salute il valente Dott. Sirchia, circolava una sorta di buffala sulla volontà politica di intervenire per decreto sulle porzioni. Lo avessero fatto avrebbero, ovviamente, riso anche i polli.

 
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