Albero genealogico - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Albero genealogico

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Amica di Lella · 10/1/2017 17:02:21







Oggi è sabato e G. si è alzato presto per andare a spasso con i suoi amici ciclisti. Io mi preparo per bene, piuttosto in ghingheri e vado a far colazione con Lella. Aprendo la porta del bar mi investe un piacevole profumo di caffè. Vedo Lella che mi aspetta seduta a un tavolo in fondo. La raggiungo.
-
Ciao…- mi dice con un grande sorriso- come va?-
-
Dai…insomma. Va…- rispondo guardando la lista dell’assortimento di caffè.
Arriva la cameriera e domando un cappuccino con caffè all’amaretto e una brioche al miele.
-
Per me una cioccolata calda e un fagottino alle mele.- dice Lella ma subito dopo la richiama – Ah scusi, anche un succo di frutta al mirtillo.-
-
Uno anche a me, per favore. – aggiungo io.
Mentre aspettiamo Lella mi da un pacco e anche un bacio –
Mai perdere le buone abitudini… questo per te cara stella del firmamento.-
Lo apro e trovo una borsa in feltro molto chic.
-
Bella! Folk ed elegante… Veramente bella! Ma non credere di trovarmi impreparata…- dico tirando fuori a mia volta un regalo.
-
Lo apro dopo, adesso mi dedico alla cioccolata e al mio fagottino.-
-
Brava anch’io…-
Gustiamo in silenzio quello che abbiamo ordinato. Poi ad un tratto Lella mi domanda a bocca piena -
Come va a casa? Perché sei tornata a casa, vero?- pronuncia l’ultima frase con una punta di apprensione.
La guardo sorpresa -
Ma è così tanto che non ci sentiamo? Si, si sono tornata a casa da un pezzo anche! Ma… superficialmente bene. – dico parlando a bocca piena come lei poco prima- Ma è come se fossimo in stand-by. Abbiamo cominciato la terapia di coppia. Ci hanno fatto un po’ aspettare poi ci hanno chiamato.-
-
E’ interessante?-
-
Non so cosa risponderti per il momento. Abbiamo fatto solo due incontri. Mi sarei aspettata che G. fosse molto più restio a parlare invece non lo è per niente. Sembra a una riunione del suo maledetto burraco a volte tanto è tranquillo!-
-
E tu?- mi domanda questa cosa con grande serietà e guardandomi negli occhi, quasi dentro l’anima. Aspetto qualche minuto prima di rispondere.
-
Ti dirò a volte trovo invasive le domande che mi fa quella dottoressa. E poi mi sento spiata perché c’è un vetro oscurato con uno che ci guarda da una stanza adiacente. E un po’ mi mette a disagio questa cosa, anche se in certi momenti mi dimentico che c’è qualcuno lì dietro.-










- Apro il regalo, ti dispiace? Sono troppo curiosa. – dice Lella aprendo il pacchetto. Si prova il profumo che le ho comprato sul dorso della mano sinistra. – Buono, squisito! Lo userò nelle mie serate hot con Pietro!-
-
Waw! Regalo azzeccato allora! Mi ricordavo che ti piace l’ambra. Dai raccontami un po’ di voi…-
-
Dopo dopo. Parlami ancora di questa terapia di coppia. Che strana cosa questa del vetro con la persona che vi guarda. Quindi sono in due?- mi dice molto interessata.
-
Si. Un uomo e una donna. Lei parla con noi e lui invece ci osserva di là dallo specchio e analizza il linguaggio non verbale. I messaggi dei movimenti del corpo, quelli che lanciamo senza accorgerci. Comunque tutti i terapisti sistemici lavorano così.-
-
Mi sembra una trovata intelligente quella di accoppiare un uomo e una donna anche nei dottori. Sistemici in che senso?- domanda appoggiando il gomito destro sul tavolo e il mento sul palmo della mano.
-
Ce l’hanno spiegato nel primo incontro. E’ un approccio terapeutico che considera la famiglia come un sistema di relazioni che pone l’individuo al centro di una intricata rete di rapporti. Praticamente quello che succede a tuo fratello influenza anche te e i tuoi genitori. Adesso stiamo analizzando i vissuti dei nostri antenati partendo dai nostri nonni. Sembra interessante detto così, ma ti assicuro che è abbastanza noioso in certi momenti.-
Lella mi guarda pensosa. -
Sembra che parli di qualcosa che succede a un altro o che mi racconti la trama di un film. Mi sembri così poco coinvolta da tutta la faccenda. Non so se è un bene o un male…-  
Mi vengono gli occhi lucidi e lei se ne accorge –
Ehi che succede? Dai, dai animo! Passerà e vedrai che tornerete a tubare come prima.- Mi prende una mano tra le sue.
-
Lo spero. G. è buono ed anche sveglio. – dico con tono triste.
-
E gli vuoi bene soprattutto.- aggiunge Lella.
-
Già. Gli voglio bene e anche lui me ne vuole. Non so perché non sopporto più certi suoi lati del carattere. Comunque hai ragione è proprio così! A volte mi sembra di non essere io quando mi guardo allo specchio la mattina. Mi sembra di essere quel tipo che ci guarda dall’altra stanza quando siamo dagli strizzacervelli.- mi sento abbattuta e senza energie.
-
Cosa fai oggi?- mi domanda- E' bel tempo, facciamo una passeggiata e andiamo a mangiare il baccalà in un bel posto che conosco? Ti restituisco a tuo marito stasera. Ti va?- lo dice con un tono allegro che metà del mio cattivo umore se n’è quasi andato.
-
E Pietro? Lo lasci solo? Comunque accetto veramente volentieri.- rispondo con un mezzo sorriso.
-
Pietro sta con Mariù. Lei non aspetta altro. Per un giorno non muore nessuno. Ah… e offro io adesso.-
-
Va bene. Allora io ti offro il baccalà!-
Usciamo e io sto meglio di quando sono arrivata.

Mi ci vorrebbe una grande Lella gonfiabile da tenere in borsa!








Merluzzo steso ad asciugare




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