Chiudi le gambe! - I racconti di Lella- La mia amica Lella - mangiopositivo

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Chiudi le gambe!

Pubblicato da Elisabetta Giovetti in Lella · 20/1/2015 17:50:51








Ieri sera al telefono Lella mi ha detto - Ci dobbiamo vedere, ti devo raccontare delle cose incredibili! -
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Ubbidisco!- ho risposto.
E allora eccoci qui, oggi pomeriggio, a casa sua in totale relax. La esorto a iniziare il racconto. Mi ha solo anticipato che centra il fisioterapista. Io spero sempre in un risvolto piccante, ma mi sa che anche stavolta resterò delusa. Lella comincia a parlare dicendo che il mal di schiena sta lentamente migliorando. Fa gli esercizi di rilassamento mattina e sera. Mentre è stesa sul lettino che cerca di rilassarsi, nello studio del professionista, la sua testa va ovunque. Le prime volte che era là immobile, le sembrava di essere portata via da un vento forte a cui non poteva opporsi. Era molto inquietante. Adesso questa sensazione non è più sempre presente e arriva solamente in certi momenti. Ma la cosa che l’ha impressionata di più è successa nell’ultima seduta.

Sai che io ho i piedi piatti e le gambe un po’ a X. Sono sempre stata così, anche nelle mie foto a sette, otto anni ero così.
Continua il resoconto dicendomi che l’ultima volta lei era in piedi sul suo tappeto, lui le ha preso i piedi e divaricandoli leggermente le ha domandato –
Come ti senti in questo momento, con i piedi in questa posizione?
In quel momento mi guarda ad occhi spalancati e dice –
Non ci crederai ma ero così a disagio, mi sentivo minacciata sessualmente. E sai perché? -
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Non ne ho la minima idea… - pendo dalle sue labbra.
-
Perché con i piedi così un po’ aperti ero costretta ad allargare un po’ le cosce e mi sentivo la zona del pube in pericolo! -
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Incredibile! Gliel’hai detto a lui?– commento veramente impressionata.
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Si, non ha detto niente.
Resto in silenzio, pensierosa. Lella si alza e mette le tazze nel lavandino, poi torna a sedersi.

-Tornando a casa in macchina mi sembrava di sentire mia madre e le mie zie che vivevano sopra di noi, ripetermi – Chiudi quelle gambe, stai composta!- e da grande questo è il risultato, due ernie del disco! -
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Anche a me dicevano così, ma non ho le ernie del disco. -
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Beh, cosa vuoi che ti dica, si vede che ti è andata bene! Tornando a casa ero così presa dai ricordi che all’incrocio di Via Verdi stavo per passare col rosso!-








Poi inizia a parlarmi di quello che lui le ha spiegato. In parole semplici il corpo umano ha una memoria muscolare. Riproducendo certi movimenti, in uno stato di forte concentrazione, si possono riprovare le stesse emozioni provate tanto tempo prima, anche di quando eravamo bambini.
In poche parole – dico molto colpita da queste cose– il nostro modo di camminare, di muoverci è frutto di un condizionamento culturale e di stati emotivi di cui non siamo consapevoli. -
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Proprio così! Per due, tre giorni, dopo quella seduta, sono stata incazzata. Poi ha cominciato a sbollirmi e adesso mi sembra di stare meglio di prima con la schiena.








Le chiedo quanto durerà ancora il trattamento. Mi risponde che ha ancora molto lavoro da fare, ma è contenta di aver iniziato queste terapie. La Gustalavita le ha detto che sono molto utili al  loro lavoro perché migliorano la consapevolezza di sé e del proprio corpo.
Poi mi dice sorridendo –
L’altro giorno  ho visto la Leandra, quella delle pulizie che lavora da noi -
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Quale – la interrompo – quella antipatica a tutti? -
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Si proprio lei. La guardavo da dietro camminare nel corridoio. Mi sono accorta che ha le ginocchia molto a X. Ho pensato  -Quanti problemi col sesso!-
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Benissimo, ormai non ti si può più nascondere niente. Tra un po’ farai le pulci a tutti!-  
Mi risponde con fare smorfioso -
A te mai, tesoro, sei la perfezione assoluta!-



           





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